La Bacchetta magica

3–5 minuti

Oggi parleremo di uno strumento utilissimo per tutti coloro che praticano magia: la bacchetta.

Nel tempo siamo stati abituati ad associare la bacchetta a effetti speciali, luci glitterate o scariche elettriche colorate, aspettandoci da questo povero strumento risultati spettacolari che in realtà non le appartengono e non le sono mai appartenuti.

La bacchetta è uno strumento molto potente, ma non nasce come un “aggiusta tutto”, come spesso si dice nel linguaggio comune: “se avessi la bacchetta magica!”. In realtà è un’estensione della Strega, uno strumento che permette di concentrare e dirigere le proprie energie durante la pratica.

La sua storia è piuttosto misteriosa. Probabilmente la bacchetta, o verga, potrebbe essere il risultato dell’evoluzione del più iconico bastone druidico, che con il passare del tempo si è ridotto a uno strumento molto più pratico e intimo.

Alcune fonti associano la nascita della bacchetta magica al bastone usato da Mosè durante l’Esodo. Non è infatti difficile trovare, negli affreschi paleocristiani, un Mosè “armato” di bacchetta mentre divide le acque del Mar Rosso. Ciò che è certo è che questo strumento ha accompagnato l’uomo nel suo cammino mistico lungo tutta la storia.

Ma qual è la sua reale funzione?

Come detto poco fa, il suo uso è quasi esclusivamente energetico e, se utilizzata con criterio, può fare davvero la differenza nella pratica magica: durante il caricamento di un oggetto o di una pozione, nella formazione di un cerchio magico e in molte altre operazioni. Ogni attività può acquisire maggiore forza ed efficacia se compiuta con la propria bacchetta e nel modo corretto.

È importante precisare che una bacchetta non si improvvisa, così come non si improvvisa il suo “padrone”. La sua forza nasce dalla sinergia che si crea tra lo strumento e chi lo utilizza. Per questo motivo è fondamentale scegliere la propria bacchetta con cura, conservarla con attenzione e imparare ad ascoltarla nel momento dell’utilizzo.

In questo articolo parlerò solo di bacchette di legno, poiché per esperienza personale non ho trovato la stessa vitalità in altri materiali.

Come scegliere il legno della propria bacchetta?

Ogni albero o cespuglio possiede proprietà specifiche. Tendenzialmente la bacchetta dovrebbe essere scelta in base alla propria personalità: per equilibrarla oppure per esaltarla.

La sua lunghezza dovrebbe andare dal gomito fino al dito medio, mentre la forma dovrebbe essere il più possibile retta. Non importa se il ramo presenta curve o deviazioni: ciò che conta è la linea immaginaria che dalla base arriva in asse con la punta, perché la sua funzione è quella di concentrare il flusso di energia, proprio come fosse un dito che indica un punto.

La bacchetta può essere lavorata: si può togliere la corteccia dal fusto lasciando grezza l’impugnatura, oppure modellarla con utensili da legno. Il consiglio è di non riempirla di orpelli, brillantini o decorazioni eccessive: apportano poco allo strumento e spesso ne deviano le proprietà.

Ciò che invece può essere aggiunto è un cristallo, preferibilmente posto sulla punta e possibilmente acuminato, così da mantenere l’asse energetico della bacchetta. Un’altra aggiunta positiva può essere l’incisione di simboli o rune, scelti in base alla propria personalità o al tipo di “carattere” che si desidera imprimere allo strumento.

In ogni caso, ogni aggiunta deve essere studiata e ponderata con attenzione, per aumentare l’efficacia della bacchetta e non confonderne le energie. Un cristallo con proprietà contrastanti rispetto al legno scelto, ad esempio, potrebbe indebolirne o annullarne la forza.

Il ramo può essere trovato ai piedi di un albero, oppure può essere reciso direttamente dalla pianta. In questo secondo caso è importante essere certi che quello individuato sia il ramo giusto: sarebbe un peccato tagliarlo inutilmente.

A volte gli alberi possono farci un dono offrendo una parte di sé. È quindi importante agire con rispetto, ringraziando e magari lasciando qualcosa in cambio alla pianta generosa.

Come scegliere il ramo giusto?

Con un’idea delle proprietà del legno che ci servono, si cerca l’albero e ci si siede sotto di esso, appoggiando la schiena al tronco e ascoltando le proprie sensazioni. Se si percepisce una sensazione di pace e calma, potrebbe essere il legno adatto a noi e si può procedere nella scelta del ramo.

Una volta lavorata, la bacchetta dovrà essere dedicata alla nostra persona e ai quattro elementi con un piccolo rito, che verrà descritto nel prossimo articolo.

Dopodiché la bacchetta sarà pronta per essere utilizzata.

È importante riporla, dopo ogni pratica, avvolta in un panno di cotone bianco e assicurarsi che non venga toccata da altre mani. Periodicamente, ad esempio ad ogni plenilunio, è possibile purificarla o “lavarla” con acqua lunare, con un infuso di Artemisia o con altre erbe utili.

Buon lavoro!

Amas Veritas

2 risposte a “La Bacchetta magica”

  1. Avatar miriam bocci
    miriam bocci

    Molto interessante! Grazie

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